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LAVORAZIONE NORVEGESE

La Norvegese è una delle tecniche più complesse di costruzione: è laboriosa, richiede tempi molto lunghi perché necessita di moltissimi passaggi ed è fatta esclusivamente a mano. Nonostante il nome è usata soprattuto in Italia. La tecnica deriva da quella utilizzata tradizionalmente per gli scarponi da montagna del Nord Europa, infatti è pensata per rendere la scarpa a prova d’acqua, molto resistente e adatta anche a utilizzi prolungati all’aperto. La sua realizzazione inizia dopo che la tomaia è stata abilmente sagomata sulla forma. Generalmente la Norvegese presenta tre o quattro cuciture a vista, intrecciate a mo’ di catena lungo tutto il bordo della scarpa:

  • la cucitura a treccia unisce tomaia e soletta 
  • un’altra cucitura tiene assieme tomaia ed intersuola.  

Viene solitamente utilizzato del filo in lino e i punti di cucitura generalmente vanno da 300 a 600.

La lavorazione Norvegese oggi è utilizzata anche come “firma” a sigillo dell’altissimo grado d’eccellenza manifatturiera di chi la utilizza.

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